Il progetto VITA
foto di Emma Quinto

"Progetto V I T A" valuta tre momenti fondamentali della malattia oncologica proponendo interventi mirati per ognuno attraverso protocolli specifici.
All'inizio di ogni singolo protocollo verrà compilata, insieme allo psicologo, una scheda paziente, nella quale saranno indicati, oltre ai dati anagrafici e alla collocazione socio-familiare, le richieste del paziente la valutazione del percorso personale e l'anamnesi psicologia (storia personale dell'andamento della malattia a livello emotivo ed emozionale).

I tre protocolli che "progetto V I T A" analizza sono :

"INCONTRARE UN PAZIENTE" : sostegno psicologico al malato e ai familiari nella fase di cura
" OFF-THERAPY" : programma di riabilitazione post malattia
" UNA NUOVA COSTELLAZIONE" : elaborazione del lutto-morte di una persona cara.

PROTOCOLLO 1 : "INCONTRARE UN PAZIENTE"


Il mezzo della cura è la relazione terapeutica:
si realizza attraverso il rapporto psico-terapeutico quando il dolore per la minaccia della propria esistenza diviene intenso, il fine è:

•contenere la sofferenza emotiva e difendersi dall'angoscia, •migliorare la qualità della vita (riuscire a pensare, fare, comunicare stare a contatto con la realtà e il mondo interno), •realizzare positivamente un cammino concentrandosi sul vivere ed evitando reazioni psicologiche che immobilizzano (ansia-depressione-inappetenza).


OBIETTIVO FINALE

OTTENERE UN MIGLIORAMENTO DELLA QUALITA' DELLA VITA, PRODURRE UN MIGLIORAMENTO NELLE RELAZIONI UMANE, UNA RIPRESA DI VITALITA' E DI INVESTIMENTO SU DI Sé E NELLA VITA E IL CONTENIMENTO DELLA SOFFERENZA CAUSATA DALLA MALATTIA E DAI SUOI EFFETTI.

Progettazione:
1° fase: compilazione scheda paziente.
2° fase: creare un assetto relazionale e intrapsichico con il paziente iniziando con domande generali su come ha affrontato la diagnosi di malattia e quali sono stati i fattori emozionali più evidenti al momento della scoperta.
PRIMO COLLOQUIO.
3° fase: cronaca di un giorno di vita quotidiana del paziente (creazione di un diario personale)
SECONDO COLLOQUIO.
4° fase: somministrazione test Psychological Distress Inventory.
TERZO COLLOQUIO.
5° fase: figura del Mandala- tecnica di rilassamento-
QUARTO COLLOQUIO.
6° fase: ricerca di nuove strategie.
QUINTO COLLOQUIO.
n.b. ogni colloquio analizza le fasi precedenti.

PROTOCOLLO 2 : "OFF-THERAPY"

Con i progressi della medicina, le persone che si ammalano di tumore oggi hanno maggiori possibilità di guarigione. Ma cosa succede quando, passato il peggio, si ritorna alla vita quotidiana? Qualcosa dentro di noi cambia per sempre e la sfida diventa andare avanti con un senso di precarietà della vita che deve essere adeguatamente supportato da un lavoro coordinato tra medico e psicologo.
Dopo il tumore, molte persone sentono che la loro vita è cambiata, sono pieni di paure, non hanno più fiducia nel futuro e spesso vivono i controlli con terrore, perchè sanno che potrebbero dover ricominciare da capo. Eppure l'assistenza psicologica per i pazienti e per i loro familiari è considerata ancora un lusso e sono pochi i centri specializzati che offrano un sostegno mirato.

OBIETTIVO FINALE
Tornare quelli di prima e riprendersi la propria vita dopo un tumore, trarre degli insegnamenti e crescere più di prima, aiutare quelle persone che si trovano nella stessa situazione nella quale vi siete trovati voi precedentemente. Aiutare a prevenire. Per fare tutto ciò bisogna come prima cosa AVERE UNA PADRONANZA DI SE STESSI ED UNA CONSAPEVOLEZZA DI FORZA DELLA PROPRIA PERSONA.

Progettazione:

1° fase: compilazione scheda paziente.
2° fase: creare un assetto relazionale e intrapsichico con il paziente iniziando con domande generali su come ha vissuto gli anni della malattia della persona cara,quali sono stati i fattori emozionali più evidenti al momento della scoperta, come ha riorganizzato la sua vita durante la degenza.
PRIMO COLLOQUIO.
3° fase: focalizzarsi su ciò che va nella sua vita e non più su ciò che non va, senza attaccamento ai risultati
SECONDO COLLOQUIO.
4° fase: riconoscere e rispettare i propri limiti
TERZO COLLOQUIO.
5° fase: lavorare sulle proprie emozioni
QUARTO COLLOQUIO.
6° fase: imparare a conoscersi meglio, individuando i suoi "patterns" di sofferenza, dedicarsi alle attività che gli procurano maggiore soddisfazione e pienezza,scoprire che può immettere dolcezza e gioia nella propria vita.
QUINTO COLLOQUIO.
7° fase: partecipazione a gruppi di ascolto e gruppi di mutuo aiuto che consentono un costruttivo confronto con chi condivide le proprie situazioni di vita.
COLLOQIO FINALE.
n.b. ogni colloquio analizza le fasi precedenti.

 

PROTOCOLLO 3 :"UNA NUOVA COSTELLAZIONE"

Quello che viene definito " il lavoro del lutto" è indispensabile per riacquistare un equilibrio ma può iniziare solo dopo la fine delle fasi del rifiuto e della collera che avvengono successivamente al decesso.

 

OBIETTIVO FINALE

SCOLLEGARE LE EMOZIONI DEL LUTTO, METABOLIZZARE IL PERCORSO RI-COSTRUTTIVO, RIORGANIZZARE IL PROPRIO SE'.

 

Progettazione:

1° fase: compilazione scheda paziente.
2° fase: creare un assetto relazionale e intrapsichico con il paziente iniziando con domande generali su come ha vissuto gli anni della malattia della persona cara,quali sono stati i fattori emozionali più evidenti al momento della scoperta, come ha riorganizzato la sua vita durante la degenza.
PRIMO COLLOQUIO.
3° fase: scollegare le emozioni attraverso un esercizio di riassetto personale.
SECONDO COLLOQUIO.
4° fase: creazione di un diario personale nel quale registrare tutti i momenti che sono apparsi più difficili durante la degenza.
TERZO COLLOQUIO.
5° fase: ricerca di nuove strategie e realizzazione di una nuova programmazione personale per far si che rimangano solo sensazioni piacevoli.
QUARTO COLLOQUIO.
6° fase: partecipazione a gruppi di ascolto e gruppi di mutuo aiuto che consentono un costruttivo confronto con chi condivide le proprie situazioni di vita.
QUINTO COLLOQUIO.
n.b. ogni colloquio analizza le fasi precedenti.