Rubrica

Buongiorno Dottoressa,
mi chiamo Angela ed ho 57 anni, le scrivo perché avrei bisogno di capirci qualcosa in più sull’ansia e sugli attacchi di panico.
Mi accorgo, parlando con amici, parenti, conoscenti o colleghi che molto spesso ad ogni situazione più o meno difficile si associa la parola “ansia”.

Ora, capisco che viviamo in una società che sempre più spesso ci porta a vivere velocemente, che ci fa perdere il controllo di noi e delle nostre situazioni, ma è possibile o è giusto utilizzare questa “parolina” così facilmente?

Buongiorno Angela. Sono davvero contenta che mi abbia scritto questa mail, perché l’ansia è un argomento a cui tengo moltissimo, in quanto molto spesso non si associa una definizione del tutto corretta, non si conosce il suo stesso funzionamento e le sue caratteristiche (anche positive se vogliamo!) e ciò porterebbe a condizionare noi stessi sulla percezione di ansia e attacchi di panico in maniera del tutto gratuita.

Molti non sanno che l’ansia è anche positiva e rappresenta un importante meccanismo di protezione del nostro corpo. Dobbiamo stare attenti però, a far si che l’ansia positiva non si trasformi in negativa diventando un limite per l’azione.

Per spiegare brevemente l’ansia possiamo dire che essa è la somma di diversi fattori che si sovrappongono (molto velocemente nella fase negativa), generando conseguenze fisiche a cui il soggetto non riesce ad attribuire una causa specifica sentendosi assalito da una strana e sconosciuta paura.

Questo spiegherebbe il perché dei tuoi amici, parenti e colleghi ad utilizzare la parola ansia così facilmente, perché purtroppo non è sempre riconoscibile.

Il corpo reagisce a tutte quelle reazioni ritenute tendenzialmente pericolose o che creano stress psicologico, così nasce lo stato ansioso, uno stato emozionale di difesa cui l’organismo reagisce adottando le misure idonee per superarlo.

Quando si perde il controllo della situazione, tanto da non riuscire più a gestirlo, diventa patologia, diventa disturbo; molto spesso ciò avviene quando i pensieri sono talmente veloci da non riuscire a controllarli, e in quel caso sarebbe opportuno contattare uno psicologo in grado di farci ritrovare il nostro naturale equilibrio.

Allora, quello che è importante è avere un idea più o meno consapevole dell’ansia, conoscerla per gestirla. Molto spesso ci facciamo condizionare più dalla “parola” che dal vero significato del disturbo.

Quindi sarebbe più utile leggere ed informarsi piuttosto che avere così facilmente attacchi d’ansia. Buona giornata.

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