Rubrica

«Mi chiamo Roberto e ho 27 anni. Da circa due mesi l'equilibrio presente nella mia famiglia è andato in frantumi come un bicchiere di cristallo. La causa scatenante è stata la dolorosissima scoperta della malattia che attanaglia mio padre ovvero una malattia oncologica.

E’ uno dei tumori più brutti e gravi che esistano, è impossibile guarirne, lascia al malato un margine di scapo davvero infinitesimale ed una prospettiva di vita di circa 3 anni.

Mio padre è un uomo di 67 anni che ha condotto una vita sempre molto sana e attiva essendo sempre il mio modello di vita da emulare. Purtroppo i parenti delle vittime di queste orrende malattie non vengono minimamente seguiti da un aiuto psicologico e si sentono soli.

Da quando mi è stata data la notizia circa un mese fa la mia mente non ha più riposo né di notte e né di giorno.
Ormai il pensiero fisso di perdere mio padre mi attanaglia il cuore e la mente e mi sento estremamente impotente nei suoi confronti e nei confronti di mia madre e delle mie due sorelle a cui non posso dare un minimo di sostegno perché ne avrei bisogno per me.

Inoltre mi vergogno molto a parlare di come sto soffrendo agli altri perché non mi sento capito da nessuno e mi sembra di dar loro solo un peso costringendoli ad ascoltare i miei pensieri. Tengo tutto dentro sentendo sempre più dolore.

Per tutto quello che le ho detto le chiedo: come posso ridurre questo dolore e questa angoscia che sento? Come posso essere forte per mio padre e per i miei familiari? Che consigli mi da per non pensare continuamente all'idea che non mancherà molto al momento in cui lo perderò?

Come si supera la perdita di una persona così cara?»

Ciao Roberto leggo attentamente le tue parole, ascolto la tua richiesta d'aiuto, lecita e assolutamente consapevole della difficoltà emotiva in cui ti ritrovi in questo momento.

Purtroppo ci sono situazioni, come le malattie o come la perdita improvvisa di un nostro caro, che ci disorientano letteralmente, perché come in tutte le cose che non si conoscono, spaventano tantissimo, al punto da non essere in grado di gestire in maniera razionale la nostra vita e quindi le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre azioni.

La difficoltà nel parlarne con gli altri non sempre è dovuta all'idea di "appesantire" le persone con i nostri problemi o pensieri, ma spesso dipende dalla difficoltà di accettazione del dolore, tanto da pensare che gli altri possono non capire.
Certe volte però non è importante che gli altri capiscano fino in fondo, sarebbe più importante non accumulare, non comprimere le paure.

L'essenziale è parlare, comunicare, liberarsi per avere la lucidità di affrontare la situazione per quanto dolorosa essa sia.
Personalmente ti consiglio di seguire un percorso psicologico, ti aiuterebbe ad affrontare questo periodo così difficile e servirebbe per ritrovare quell'equilibrio utile da condividere con la tua famiglia.

Essere forti significa dare forza. Credo che sia davvero importante fermarsi un secondo e capire come gestire questo cambiamento, che non era previsto nella tua vita e in quella della tua famiglia.

Puoi contattarmi se desideri avere maggiori informazioni. Io personalmente applico un protocollo specifico, in quanto ho avuto modo di collaborare come volontaria con un’associazione per pazienti oncologici per circa due anni. Ti lascio il mio numero 329.777.18.22. Spero di averti dato delle risposte utili.

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