Rubrica

«Salve dottoressa, sono Angela ho 42 anni ed ho una figlia di 5 anni.

Mi sono rivolta a lei perché ne ho sentito parlare molto bene e mi hanno parlato della sua sensibilità e professionalità.

Le spiego brevemente il problema, da circa tre anni io e mio marito stiamo avendo delle forti divergenze, abbiamo cercato in tutti i modi di capire cosa fare, di recuperare la nostra vita, ma alla fine dopo parecchi tentativi abbiamo deciso di separarci di comune accordo.

Il problema che ci siamo posti è relativo ad Alessia, nostra figlia, abbiamo paura che questo possa rappresentare un trauma per lei, che possa viverlo male, che possa avere delle complicazioni nella sua crescita, che possa soffrire, e questa è l’ultima cosa che vogliamo.

Non abbiamo ancora parlato con lei di questa nostra decisione e non sappiamo proprio come dirglielo.

Da premettere che noi in casa, nonostante tutto, abbiamo sempre parlato molto, abbiamo sempre cercato di evitare di litigare davanti a lei, abbiamo, forse sbagliando, cercato di tutelarla e nascondere i nostri problemi.

La nostra storia non può più andare avanti ma non vogliamo che  sia lei a risentire dei nostri sbagli del nostro fallimento.

Potrebbe darmi un consiglio su come comunicare la nostra scelta? La ringrazio di cuore».

Ciao Angela, ti ringrazio per avermi scritto, per prima cosa, vorrei tranquillizzarti sul fatto che pur essendo un’esperienza difficile, se gestita bene, non crea necessariamente gravi difficoltà ai propri figli, pur ricordando che non passa innocua sui figli, perché colpisce il loro bisogno più profondo di sicurezza esistenziale, indispensabile per crescere.

La prima cosa da evitare è che loro diventino “strumenti” nelle mani dei genitori. Bisogna tener conto che quando due genitori si separano, non si separa necessariamente una famiglia, l’affetto e il legame tra i genitori deve essere gestito e mantenuto con intelligenza per il bene dei figli stessi.

Per far capire loro che possono sempre contare sulla guida e sull’affetto dei genitori. L’esperienza di separazione dei propri genitori viene vissuta diversamente dai figli a seconda dell’età, del clima che in casa regnava prima della separazione e di quello che regnerà dopo.

In quanto esseri umani siamo tutti diversi l’uno dall’altro, quindi anche le reazioni alle situazioni sono diverse, ci sono bambini sensibili, figli unici, bambini che devono cambiare casa e che perdono il precedente tenore di vita, e ci sono invece bambini con fratelli che si sostengono a vicenda.

Il problema di comunicare la scelta della separazione ai propri figli è sempre molto difficile, spesso perchè ci mette difronte ai propri fallimenti sia come donna o come uomo che come genitori, per questo spesso, risulta ancora più difficile.

Purtoppo negare, dissimulare o nascondere la verità sulla separazione non li protegge affatto. Per i bambini è molto meglio ascoltare la verità sulla separazione  dei genitori piuttosto che ascoltare bugie o informazioni distorte da parte di uno o dell’altro genitore; è fondamentale offrire ai figli informazioni chiare e precise su quanto sta accadendo e aiutarli a elaborare i possibili traumi di questa esperienza.

Una delle cose più importanti che vi consiglio di fare per comunicare la vostra scelta ad Alessia è costruire una storia condivisa della separazione e raccontarla assieme, con calma e serenità.

È fondamentale, a questo punto, il clima emotivo che costruirete attorno alla decisione ed a tutti i cambiamenti che ne conseguiranno: un clima emotivo relativamente sereno e la vostra  capacità di gestire la separazione senza coinvolgerla in modo disfunzionale contribuirà a rendere questo momento meno problematico.

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